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solano2
È possibile porre un freno alla deriva che sta mettendo a dura prova i diritti dei lavoratori?

È possibile ricominciare a pensare a un diritto del lavoro diseguale, come quello che i legislatori
del 1970 avevano pensato per i lavoratori di allora ?

È possibile pensare nuovamente a un diritto del lavoro che abbia come primo obiettivo quello di ridurre le diseguaglianze tra datori di lavoro e lavoratori ?
Noi pensiamo che si possa.
Anzi, pensiamo che si debba.
In questi anni ci hanno fornito spiegazioni dai toni apocalittici per giustificare la riduzione di tutele dei lavoratori (dalla fuga dei capitali stranieri alla dissoluzione del tessuto produttivo del paese). Solo sacrificando i lavoratori si poteva sperare di restare in Europa, alla pari con gli altri paesi, e solo riducendo le garanzie si poteva salvare l’economia nazionale.
La realtà ha dimostrato che nei fatti le cose non stavano e non stanno così.
Per di più la riduzione delle tutele ha raggiunto livelli che la stessa UE ritiene non accettabili. La sanzione per un licenziamento totalmente ingiustificato è di ridottissimo impatto per le imprese, ma è soprattutto inefficace per risarcire il gravissimo pregiudizio determinato dalla perdita incolpevole del posto di lavoro.
I principi affermati dagli organismi europei sono la proporzionalità (la limitazione di un diritto è giustificata solo se necessaria a tutelarne un altro di pari valore e solo se non esistono altre vie per perseguire tale finalità: principio che, se applicato al licenziamento, implica un rigoroso bilanciamento tra esigenze della produzione e diritto al lavoro, fondato sul criterio dell’extrema ratio) e la effettività (per il quale la sanzione per la violazione di un diritto deve avere il carattere dell’adeguatezza e della dissuasività). C’è qualcuno che si senta di affermare che la normativa introdotta con il D.Lgs. 23 del 2015 rispetti questi principi?

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Milano  PALAZZO REALELOC12ULRID
Sale delle Conferenze - Piazza Duomo 14
Ore 14.30 - 18.30

Art18, EFFETTIVITA' DEI DIRITTI, ECONOMIA:
RICOSTRUIRE DOPO IL JOBS ACT

Evento organizzato dall'Associazione Comma2

Presiede Mario Fezzi
Saluti di Alberto Piccinini

Interventi:
Andrea Di Stefano - L'economia della felicità
Enzo Martino - La reintegrazione come chiave di volta dell'effettività dei diritti
Marta Fana - Il fallimento o i veri obbiettivi delle riforme del lavoro
Pier Luigi Panici - Le tutele crescenti alla prova della Corte Costituzionale
Maurizio Franzini - Il Jobs Act e il futuro del lavoro
Gad Lerner - I diritti negati: la storia di Concetta
Elena Poli - Il dilagare incontrollato dei contratti a termine e i mezzi possibili di contrasto
Rita Sanlorenzo - La magistratura del lavoro senza lavoro
Piergiovanni Alleva - I diritti del lavoro in un mondo che cambia

La locandina dell'evento è scaricabile cliccando sul seguente link: << Download File .pdf >>

 

 
 
 

Intervista ad Alberto Piccinini Presidente dell'Associazione "Comma2".
Andata in onda su Isoradio in data 11 gennaio 2018.




Audio

Fulvio Perini

Ho terminato le mie attività di collaborazione con la parte lavoratori dell’Organizzazione internazionale del lavoro nel novembre 2015. Dalla primavera del 2016 mi sono impegnato nel comitato piemontese per la difesa della Costituzione nella battaglia per il NO alle modifiche costituzionali in una attività quasi esclusivamente rivolta ai lavoratori. Personalmente, c’era anche la curiosità di riscoprire un mondo che avevo lasciato anni prima.

Svolgerò il mio intervento su questa esperienza e su alcune riflessioni indotte.

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